O si decolla o si affonda. Qualche tempo fa avevo scritto un post sul progetto Volunia, sottolineando gli aspetti negativi e quelli positivi di questa iniziativa tutta italiana, anzi padovana. La Rete aveva massacrato quel progetto, con tante ragioni e, a mio parere, qualche torto. La cosa che mi aveva più infastidito erano stati quei giudizi sommari, insindacabili, definitivi sul fallimento certo di quella idea. Il tempo però aveva dato ragione a coloro i quali quei giudizi li avevano espressi. Dai creatori di Volunia nessuna difesa, nessuna spiegazione, nessun chiarimento, solo un lunghissimo e inspiegabile silenzio. Perché? Ritengo che, a livello di comunicazione, fossero stati mal consigliati prima (presentazione in pompa magna e con aspettative troppo grosse per un progetto rivelatosi in divenire) e siano stati mal consigliati poi. Però, ripeto, si tratta di gravi errori di comunicazione non legati direttamente alla bontà del progetto Volunia. Nel frattempo, sono diventato Power User e Volunia l'ho provato. Un'altra grossa delusione.
Leggo oggi un post di Luca De Biase, che su quel progetto aveva speso molte parole, che dice che hanno imparato la lezione. Le pesanti critiche sono state prese in modo costruttivo e lo affermano direttamente dal loro neonato blog. Qualcosa si muove, forse. Sostengono che stanno facendo molte nuove cose sia a livello di motore di ricerca che di veste grafica e contenuti. Sinceramente, lo spero. Il problema è che siete in ritardo e non avrete un'altra occasione. Questa volta, come dicono gli americani, è "do or die". E non perché Volunia non sia una bella idea ma perché ora deve dimostrare di essere gestita in modo adeguato. I progetti hanno bisogno di organizzazione, di tempistiche, di obiettivi e di responsabilità ben definite. Io, come molti altri, ho deciso di continuare a fare il tifo per Volunia, nonostante tutto, soprattutto perché è un progetto italiano. Ma non avremo più la pazienza di aspettare. Siamo stufi di vedere casi come quelli di I'm watch, vogliamo vedere casi come quelli di Glancee. Purtroppo vie di mezzo non ce ne sono: o si decolla o si affonda.
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giovedì 17 maggio 2012
lunedì 6 febbraio 2012
Lezioni di Volunia
Oggi la Rete è stata impegnata a commentare la presentazione del nuovo motore di ricerca tutto italiano, Volunia. L'evento a dire la verità è andato male, tra proiettori che non funzionavano, relatori che non comunicavano magia e poco impatto generale. Per le considerazioni esatte sull'iniziativa, andate su Twitter (#volunia) o su Google e trovate un sacco di materiale. Se ne volete uno, consiglio Luca De Biase. Io voglio trarre due considerazioni, una negativa e una positiva.
Inizio dalla negativa. Nella mia esperienza ho imparato che bisogna sempre iniziare dalle cose basilari. La gentile arte della semplicità non è congenita, si deve imparare. Se organizzi una conferenza di presentazione con elevate aspettative devi prevedere che tutto funzioni a partire dalle cose più banali. Il proiettore, il microfono, le slide, i posti a sedere, l'aria condizionata, il modo di parlare dei relatori (e il buffet, ovviamente). Come chinque organizzi eventi per lavoro sa, la platea ti giudica dalle piccole cose, che devono funzionare tutte. Se non va il collegamento con l'esperto americano pazienza, ma se non vanno le slide o l'audio, peste ti colga. Questa situazione, ossia la carenza organizzativa, è una peculiarità molto italiana perché, non mi stancherò mai di ripeterlo, parte da una carenza culturale a livello di comunicazione ed eventi. Non solo di Volunia. Se sei un genio nel progettare software ma non sai "creare" un evento, devi chiedere una mano (o anche due). Cosa sarebbe Wozniak senza Jobs? E viceversa?
Ecco la considerazione positiva. Un professionista ammirato e stimato in tutto il mondo (italiano) presenta (in un'Università italiana) il frutto di un'idea semplice e potenzialmente innovativa, sviluppata (in Italia) grazie al lavoro di numerosi esperti (italiani). Cosa c'è di nuovo? Leggete nelle parentesi. Di solito, semplicemente, ci sono altri Stati e nazionalità. Invece in Rete tutti delusi ad affannarsi a dire che non avevano visto uno Steve Jobs italiano bensì un genio veneto, con accento marcato, presentare seduto con tono monotono la sua creazione. Andata al di sotto delle aspettative, senza dubbio. Ma siete mai stati dentro una PMI italiana? Ci sono Cavalieri del lavoro che non sanno parlare una parola in inglese e vendono prodotti di eccellenza assoluta in cinque continenti. Che se li metti a parlare in pubblico si guardano le scarpe, ma davanti a un turco interessato a una betoniera gliene vendono cinque. Cito da qui: "negli Stati Uniti fallire è la strada maestra per il successo. A non fallire sono solo quelli che non ci provano". Il padovano Massimo Marchiori ci sta provando in Italia e gliene va dato merito. Alla faccia di noi criticoni da tastiera con il perenne, e limitante, mito ammericano.
La presentazione di Volunia (bruttissimo nome per un bel progetto) potrebbe essere un ottimo modo per far capire cosa abbiamo e cosa ci manca. Abbiamo le idee, non sappiamo comunicarle. Sarebbe davvero drammatico se fosse il contrario.
Aggiornamento: qui c'è una bella recensione (negativa) di Volunia fatta da un esperto al di sopra di ogni sospetto, Luca Conti. Una frase la sottolineo: "Un merito a Volunia bisogna riconoscerlo. Usandolo mi ha fatto rendere conto come Google non sia un banale motore di ricerca, ma un servizio web che funziona e che ti aiuta a cercare, con i suggerimenti di ricerca, con il correttore automatico in caso di errore di digitazione, con i risultati universali (pagine, notizie, immagini, video insieme), con le notizie fresche, con una grafica essenziale ma funzionale. Lo usiamo tutti i giorni e pensiamo sia sempre stato così, ma non è vero. Google è una macchina da guerra che ha il monopolio in Italia e in Europa perché è stato il più bravo a fornire un servizio dove altri hanno fallito, proprio in termini di rilevanza". Ho sempre più la sensazione che siamo stati più noi a farci un bel viaggio, aiutati dall'entusiasmo alimentato da alcune testate. Che ne dite?
(la foto nasce dalla frase di Marchiori detta durante l'evento: "Come le galline sono state liberate, anche gli utenti web lo saranno". E se le galline imparassero a volare? Anche il calabrone non potrebbe volare, in teoria).
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