
giovedì 19 novembre 2009
Un invisibile sul Corriere

martedì 17 novembre 2009
FB significa Fare Business?
Il NY Times ha pubblicato un interessante articolo, dal titolo assai impegnativo: "How to market your business with Facebook" (si può leggere qui in inglese). Il testo spiega alcuni "trucchi" su come utilizzare il più famoso social network dei nostri tempi (per ora) per trovare nuovi clienti e creare community in grado di rafforzare il brand delle aziende. Tutto questo grazie al passaparola, strumento di comunicazione formidabile, che è l'essenza stessa di Facebook. L'utente medio ha, infatti, circa 130 amici. Se uno fa due calcoli, sembra una manna dal cielo molto economica e facile da sfruttare, in realtà è tutto da vedere.giovedì 5 novembre 2009
La comunicazione ad "effetto Mp3"
Leggo avidamente il numero di Novembre di Wired, rivista che rappresenta a mio parere la più bella novità editoriale del 2009 in Italia per tre motivi: approccio innovativo, cura dei dettagli e grande attenzione ai contenuti. C'è un articolo molto interessante di Robert Capps (si può leggere qui nella versione inglese) che parla della "good enough revolution". In un mondo sempre più impegnato e indaffarato, la gente preferisce la praticità alla funzionalità, la semplicità alle prestazioni. In poche parole, vincono gli strumenti facili da usare che non devono rendere da 10, ma da 6+. Un esempio è l'Mp3: a livello di suono, è qualitativamente molto inferiore al CD ma la sua semplicità di utilizzo e di condivisione ne hanno decretato un successo clamoroso. La stessa cosa si può dire dei video sul Web, da YouTube allo streaming (contenuti spesso a bassissima definizione ma facilmente accessibili da qualsiasi PC in qualsiasi momento). In più, questi strumenti hanno costi bassi, fattore non trascurabile in un momento come questo.martedì 27 ottobre 2009
Aziende 2.0
A SMAU 2009 sono stati presentati i risultati di un sondaggio realizzato per vedere quanto le aziende IT italiane conoscano e utilizzino strumenti "web 2.0" come Blog, Social Network, Web Video, Forum e contenuti generati dagli utenti (pensiamo a You Tube per esempio). Per vederli (in formato PDF) potete cliccare qui.Nonostante il campione analizzato fosse numericamente buono ma non così ampio (Direttori Generali, Responsabili Marketing e Sales Manager di 98 imprese in tutto), sono emersi dati piuttosto interessanti:
- Questi strumenti sono conosciuti da quasi tutti (dal 96% del totale per i social network al 55% per i contenuti generati dagli utenti) ma sono ritenuti ancora poco rivolti al business to business (la pensano così due intervistati su tre).
- Le fonti di informazione da cui hanno appreso l'esistenza e il funzionamento di questi strumenti sono riviste e siti specializzati (41%) e seminari e conferenze (27%). Paradossalmente, solo il 9% li ha conosciuti navigando su Internet.
- Gli intervistati dichiarano di utilizzare molto spesso questi stumenti ma, nel 68% dei casi, i dipendenti delle loro aziende non vengono coinvolti nella vita aziendale attraverso Blog o Social Network.
- Gli strumenti del Web 2.0 sono poco interessanti per le aziende: solo i "tradizionali" Web video prendono una sufficienza piena (voto 3,32 su un massimo di 5), gli altri vanno dal 3 in giù (2,94 i Social Network, 2,63 i Blog e 2,57 per i contenuti generati dagli utenti).
- Rischio o opportunità? I Social Netwok e i Blog vengono visti con un livello di timore molto significativo ma il 74% dichiara di volersi dotare di questi strumenti nei prossimi anni.
Questi risultati rispecchiano una realtà molto particolare, che si può sintetizzare così: è bello sapere cos'è il Web 2.0 ma andiamoci piano prima di utilizzarlo in un'ottica aziendale, "business is business". Ma è la sua essenza stessa, che unisce la massima condivisione dei contenuti, la centralità dell'utente e l'interazione attiva tra un numero ampio di persone, che sembra essere del tutto sconosciuta agli intervistati. Il 79% di loro è, però, convinto che gli investimenti in questi strumenti aumenteranno nei prossimi due anni. Ma il Web 2.0 è un mondo ancora tutto da scoprire soprattutto dal punto di vista culturale. E le imprese dovranno "investire" anche sui propri dipendenti e clienti in termini di apertura e fiducia. E' l'unico modo per avere un Futuro 2.0.
venerdì 23 ottobre 2009
Web Advertising? Sempre con buon senso
Numerosi articoli sono apparsi ultimamente riguardo al fatto che, nonostante la recessione, c'è un significativo rilancio degli investimenti fatti sulla pubblicità sul Web. Mentre la crisi che sta avversando la carta stampata e la TV a livello mondiale sembra avere una fine ancora molto lontana. Al di là dei facili entusiasmi, mi sembra che le motivazioni, per una volta, siano abbastanza semplici. Le persone (o consumatori, per dirla alla Alan Friedman) utilizzano sempre più tempo libero sul Web, perchè riescono a trovare quello che cercano, da una notizia a un nuovo paio di occhiali, in modo più veloce ed efficace rispetto a qualsiasi altro media.Per cui, il target cresce sempre più, crisi o non crisi. In più, le tariffe della pubblicità su Internet sono molto più basse rispetto a quelle di un quotidiano o di una TV, fattore sicuramente molto incisivo per le aziende in questi tempi di vacche magre.venerdì 9 ottobre 2009
"C'è una raccomandata per la Vecchia Signora"
Una squalifica per doping per una raccomandata non aperta. Questo il rischio corso da Fabio Cannavaro, capitano della Nazionale campione del mondo e difensore della Juventus. I fatti sono citati dal portale del Corriere della sera. Ma come? In una delle più importanti società di calcio a livello italiano e internazionale, quotata in Borsa, non si leggono le raccomandate con ricevuta di ritorno spedite dal Ceft, il Comitato per l’esenzione ai fini terapeutici del CONI? Ebbene è così. I dirigenti bianconeri hanno anche mostrato la busta ancora sigillata. Questo caso dimostra, per l'ennesima volta, quanto sia fondamentale per un'azienda saper fare bene le cose semplici. Si monitorano 24 ore su 24 le agenzie di stampa, si spulciano siti web misconosciuti per verificare che non ci siano rumors su giocatori e società, si aggiorna il proprio portale sull'ultimo infortunio del mediano al mignolo del piede (oppure, di una puntura di un'ape per un difensore) e poi non si leggono le lettere ufficiali. O si "rimbalza" una telefonata importante.venerdì 2 ottobre 2009
Arriva la maturità per il Web
In Italia, il 53% di coloro che utilizzano internet ha fra i 35 e i 55 anni. Questa è, a mio parere, una delle notizie più interessanti contenute nell'indagine commissionata dall'Ordine dei Giornalisti della Lombardia e presentata in questi giorni in occasione del convegno sul "Futuro del giornalismo". Il Web non è più un mondo dominato dai giovanissimi ma, come era facile prevedere, è "maturato" pure lui. Infatti, il 59% di chi naviga è diplomato e il 32% è laureato. Molti ragazzi iniziano a lamentarsi del fatto che trovano i propri genitori impegnati su Facebook o su Twitter. Questo significa che Internet ha perso la sua spinta innovativa? Tutto il contrario.Al giorno d'oggi anche mio padre ha sentito la necessità di dotarsi di una linea ADSL per navigare più velocemente, leggersi la posta elettronica e guardarsi notizie aggiornate in tempo reale. Una scelta totalmente sua (mi avesse chiesto consiglio, gli avrei detto di scegliere un altro provider ...). Due giorni fa ci siamo parlati su Skype, pur non essendo a migliaia di chilometri di distanza. Non siamo ancora al punto di mettere i filmati delle vacanze col nipote su YouTube ma la strada è quella. Anche le persone nate senza mouse o cellulare in mano stanno capendo quanto il Web è importante e quanto lo sarà nel prossimo futuro. Tutta la società sta entrando prepotentemente in quest'ottica. Un aspetto che è pura innovazione.