lunedì 4 ottobre 2010

Waste marketing: nel cassonetto c'è una ricchezza

Qualche post fa si parlava di Green Marketing e del perché un cittadino medio non conosce aziende attive nel settore delle biomasse. Perché sono fonti di energia rinnovabili di cui l'Italia è ricchissima ma, purtroppo, sono "brutte, non comunicabili". Un altro esempio sono i rifiuti, ambito che ho già trattato. La cronaca  incombe. Tutti abbiamo visto cosa sta succedendo a Napoli e dintorni. Non voglio entrare nel merito di questo ma, avendo collaborato con aziende attive nel settore della raccolta, nel riciclo e nel riutilizzo dei materiali, cosiddetti, di scarto, porto la mia testimonianza. Un mondo interessantissimo il "Waste Marketing" (l'ho coniato io ora, diritti riservati). Andando per ordine, ho avuto modo di vedere e conoscere l'intero ciclo dei rifiuti:
  • La raccolta, compresa quella differenziata, lavorando alla realizzazione dei contenuti del sito del Gruppo Veritas (la prima multiutility del Veneto per dimensioni e fatturato).
  • La selezione, collaborando con Eco-Ricicli Veritas (società specializzata nel separare rifiuti differenziati, in particolare VPL, ossia Vetro Plastica Lattine, e carta) per lo sviluppo del loro nuovo portale;
  • Il trattamento, la valorizzazione e lo smaltimento, operando insieme a Ecoprogetto Venezia per creare i contenuti di un nuovo sito che parlasse anche del controllo delle emissioni in atmosfera. 
Tutti e tre i siti sono online, pronti da consultare. Lo sapevate che vicino a Venezia (dove io sono nato e vissuto fino a poco tempo fa) ci sono due impianti all'avanguardia in Europa per la selezione e il trattamento del vetro? E che dai rifiuti si può ricavare "Combustibile derivato da rifiuti" (il CDR) da utilizzare in termovalorizzatori e che genera emissioni molto al di sotto dei limiti di legge? E che meno del 7% dei rifiuti totali va in discarica? I rifiuti sono una ricchezza, frase che può apparire paradossale ma che non lo è per nulla. Se opportunamente gestiti, i vari materiali possono avere una nuova vita, come prodotti e fonti di energia. Ma non si comunica a sufficienza. Pensate davvero che cittadini e aziende non siano interessate a sapere dove vanno a finire i prodotti che buttano nei cassonetti? Sbagliate.

La cronaca ci dice che sta per diventare operativo il SISTRI, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che utilizza la tecnologia per "tracciare" il percorso dei rifiuti. Ovviamente, le proroghe e i rinvii "all'italiana" sono numerosi ma è una novità da tenere d'occhio. Quando buttate via del vetro, pensate al fatto che si decompone naturalmente in 4.000 anni. Mentre può essere riutilizzato infinite volte, se opportunamente trattato. Ci sono macchine a scansione ottica che dividono i vari tipi di vetro analizzando pezzettini grandi come biglie numerose volte al secondo in base al colore. Tutto questo, a pochi chilometri da casa tua. Come è successo a me. L'innovazione sta anche nei rifiuti che vivono due volteMai sentito parlare di Terracycle?     

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